I Predecessori non identificati, Insegnanti di Jūjutsu a Gino Bianchi, Identità non nota. Si ipotizza provenienza da scuole tradizionali del Jūjutsu giapponese, attive in Cina durante l’occupazione nipponica.
GINO BIANCHI
Nel 1947 a bordo dell’incrociatore Pompeo Magno il marinaio Luciano Foralosso ebbe il primo approccio con le arti marziali. Congedatosi due anni dopo, venne a conoscenza che a Genova, sua città natale, un certo Gino Bianchi insegnava un’arte marziale giapponese chiamata Jiu Jitsu, imparata a Tien Tsin (Cina del Nord) durante la rivoluzione cinese del 1936. Allievo diretto e discepolo principale, Primo divulgatore ufficiale del Metodo Bianchi dopo la morte del Maestro. Riconosciuto come continuatore legittimo dello stile.
Allievo e collaboratore, Insegnante e divulgatore, Attivo nella Liguria; contribuisce alla diffusione post-1964, del Metodo bianchi con il supporto dei maestri Devoto, Comotto e Mazzaferro, diffuse in forma di ciclostilati tali criteri
Rientrato in Italia nel 1977, è promotore della European Ju Jitsu Federation, di cui è tuttora Chairman. 6° Dan per meriti sportivi nel 1979. Fondatore e presidente onorario dell'Associazione Italiana Ju Jitsu dal 1990. Delegato ufficiale per il Ju Jitsu presso la General Association of International Sport Federation dal 1993 e presso la International World Games Association dal 1994, diffonde il metodo Bianhi a livello Nazionale.